Atlas of beauty

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Ho molto rispetto per il pensiero di tutti, per tutte le religioni, tradizioni, idee anche quando non le condivido, ma talvolta resto perplessa. Ho letto ieri l’intervento di Kiko Arguello al Family Day e francamente mi sono sentita preoccupata.
Kiko Arguello è il fondatore di un percorso di fede all’interno della religione cristiana, il cammino neocatecumenale, che supporta una visione della vita tradizionale in cui matrimonio e figli sono al centro della vita comunitaria. Al Family Day Arguello ha parlato anche di femminicidio, citando la storia di Irina Lucidi, il cui marito ha fatto sparire le figlie (probabilmente uccise) per poi suicidarsi, dopo essere stato lasciato. Una tragedia che sicuramente racconta smarrimento e fragilità, ma Arguello, partendo da questa vicenda, ha sottolineato il fatto che gli abusi compiuti da uomini sulle donne spesso dipendono dal fatto che le donne rifiutano i loro uomini, non accettano il ruolo che Dio ha previsto per loro e questo genera disperazione nel maschio e instabilità sociale. Arguello, citando il caso Lucidi, ha proprio parlato della necessità di “far capire alla moglie il danno che ha fatto”. Lasciando da parte lo specifico argomento e il delirante discorso di Arguello, trovo spaventosa l’idea che una donna (ma anche un uomo) debba vivere con colpa una separazione e che si dia per scontato che il matrimonio vada preservato a prescindere. Anche i matrimoni felici sono frutto di sacrificio, questa è una consapevolezza che credo abbiamo tutti,  ma ci sono unioni che sono incubi, sacche di infelicità, abusi e l’idea che vadano conservati comunque e a qualunque costo è abominevole, è esattamente quell’ipocrisia che ha schiacciato per anni le donne che subivano violenza. Se partiamo dal presupposto che sia comprensibile che una persona lasciata commetta una tragedia (e che la colpa sia di chi ha lasciato), il passo successivo è dire che se un uomo picchia la moglie è perché la moglie non sa farsi voler bene. Non è forse questo integralismo?

Foto: THE ATLAS OF BEAUTY by MIHAELA NOROC

Per accompagnare questo Post, anomalo per il mio blog, ho scelto il progetto fotografico di una artista rumena, che ha creato un atlante della bellezza universale, ritraendo donne di ogni parte del mondo.

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Stati Uniti

usa

Stati Uniti

romania

Romania

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Perù

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Nuova Zelanda

Mar baltico

Mar Baltico

lettonia

Lettonia

iran

Iran

indonesia

Indonesia

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Georgia

etiopia

Etiopia

ecuador

Ecuador

cuba

Cuba

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Colombia

colombia

Colombia

cina

Cina

cile

Cile

birmania

Birmania

amazzonia

Foresta Amazzonica

brasile

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2 comments

  1. Condivido quanto scrivi. Ci deve essere un limite fra il rispetto di una istituzione sacra quale il matrimonio (con tutto ‘impegno e la serietà che questo richiede) ed il mantenimento dello stesso a tutti i costi, costi quel che costi (giocando un po’ con le parole) .
    Grazie per aver accompagnato questo tuo post con questa carrellata meravigliosa che racchiude appieno la bellezza della figura femminile e ne mostra allo stesso tempo la fragilità e delicatezza. Anche questo va preservato …
    Altrimenti dovremmo anche dire che non sia giusto aiutare un bimbo che subisca maltrattamenti gravi nell’ambito familiare solo per preservare l’istituzione della famiglia…e poi lo stesso per le istituzioni scolastiche ove si verificano maltrattamenti etc etc….
    Preservare con coscienza e maturità …preservare a prescindere è follia …

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