Ciao Nonna

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Oggi sarebbe stato il compleanno della nonna Anna. Siete sfortunati a non averla conosciuta, perché mia nonna era una persona speciale, davvero. D’estate portava me e un plotone di cuginetti al mare, nella sua casa sempre viva e chiassosa, e la sera ci metteva a dormire tutti accampati tra brandine, divano letto e lettini e ci raccontava “storie di paura”. Per farsi sentire da tutti sistemava la sedia nel crocevia tra le stanze e con tono affabulatorio ci parlava di fantasmi, bambini smarriti, pescecani… La sua storia preferita era quella del fantasma senza una gamba che la notte reclamava il proprio arto, tirando i piedi ai bambini (nel racconto a una certa Maria), mentre ripeteva la cantilena: “Maria, Maria dammi la gamba miaaaa”. La storia la sapevamo tutti a memoria, non faceva davvero paura… ma una volta addormentati arrivava il bello: la nonna aspettava qualche minuto e, complice del buio, si fingeva fantasma, tirava i piedi a uno di noi e ripeteva la frase fatidica col nome del malcapitato: “…dammi la gamba miaaaa”. Questa sorta di rito suscitava ogni volta tre secondi di spavento e tantissime risate a crepapelle. Mia nonna era davvero simpatica. All’epoca, al momento di partire per il mare, ero triste perché temevo la nostalgia di casa. Ora penso che quelli siano i più bei ricordi della mia vita, i momenti che mi hanno resa la persona di oggi: senza i bonari sfottò dei miei cugini non avrei mai imparato a ridere di chi mi avrebbe preso in giro anni dopo, senza le quelle avventure in cortile non avrei mai capito cosa si prova a essere coraggiosa e senza la nonna Anna non avrei mai imparato che la paura non serve e perché a tutto c’è una soluzione. Questa lezione la devo finire di interiorizzare, Nonna, ma del resto io non ho vissuto la guerra, non ho conosciuto la fame e non sono dovuta emigrare per avere un futuro. Mia nonna invece aveva fatto il corso intensivo. Se sapesse quanto mi manca probabilmente tornerebbe almeno per un abbraccio, ma probabilmente è lì da qualche parte a raccontare storie, sicura che me la cavo benissimo anche da sola. Speriamo sia vero. Ciao nonna.

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Today is my grandmother’s birthday. Anna. She died in november 2000. You can’t imagine how unlucky you are for not have met her, because she was really special. During summer she always brought a platoon of my cousins and me to ​​the sea, in her noisy and crowd house, and when it was time to sleep she always told us “scary stories”. To be heard by all, she placed her chair in the crossroads between all the rooms and with her typical storytelling tone she talked about ghosts, lost children, shark… Her favorite story was the one of a ghost without a leg that during the night was pulling the feet of children, asking for his stolen leg, repeating: “Maria, Maria, give me my leg”. We all knew this story by heart, so it wasn’t really scary… but once asleep the fun part came: my granny waited a few minutes and, thanks to the darkness, she pretended to be that ghost, pulling the foot of one of us and, repeating the phrase with the name of the victim: “… give me my leg”. This sort of rite caused every single time three seconds of terror and one hour of laughs. My grandmother was really funny. 
At that time, I was a bit sad sometimes there, because I felt homesick. Now that I’m older I see those as the best memories of my life, the moments that have made me the person I am right now: without the teasing of my cousins ​​I would have never learned to laugh at those who had fun of me later, without those adventures in the yard I wouldn’t have experience what be brave means and without Anna I would never have learned that fear is not useful, because for every problem there is a solution. I still have to learn this lesson completely, dear granny. I am slow, but I didn’t pass through the war, I didn’t feel hungry and I didn’t had to emigrate to have a future. My grandmother did an intensive course and she had learned this lesson the hard way. If she would knew how much I miss her, probably she would come back even just for a hug, but she’s probably somewhere over there, telling stories and she knows that I can manage my stuff alone pretty well. Hope you are right granny… Ciao.

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Hoy seria el cumpleano de mi abuela Anna. Ella falleciò en 2000 y vosotros no sabeis lo desafortunado que sois por no haber tenido el placer de conocerla. Cada ano ella llevaba todos nosotros primos en su casa de mar, eramos muchisimos y cada noche tenia que arreglar una especie de camping para dar a todos una cama. Antes de dormir le gustaba contarnos unas historias de miedo. Ponia su silla en el medio de la casa, para ser oida desde cualquier habitacion y emepzaba historias de fantasmas, monstruos y quien sabe que mas. Su historia favorita era la de un fantasma al que le habian robado una pierna, que por la noche tiraba los pies de los ninos en busqueda de su pierna. Todos conociamos esta historia desde toda la vida, no nos daba miedo de verdad pero la parte mejor venia cuando despues del cuento todos empezabamos a dormir. Despues de unos minutos ella fingia ser el fantasma y a oscura venia a tirar los pies de uno de nosotros haciendo la voz del fantasma. Cada vez eso provocaba 3 segundos de miedo y una hora de risas entre todos… Mi abuela era muy divertida. En aquella epoca, en aquella casa, de vez en cuando me sentia triste, por estar lejos de mis padres, pero ahora que soy mayor entiendo que aquellos momento constityuen mis mejores recuerdos y me han hecho ser la chica de hoy. Mis primos que amablemente me toman el pelo me han ensenado a reir de los que lo han hecho anos despues, las adventuras en el barrio de aquella casa de mar me han ensenado los escalofrios de ser valorosa y mi habuela con su historia tan dura (la guerra, el hambre, tener que emigrar en busqueda de un futuro…) me ha ensenado que el miedo no sirve, porque en la vida para todo hay una solucion. Soy un poco boba en esa leccion, abuelita, pero por ahi voy. Si ella supiera lo mucho que le hecho de menos seguramente volveria aqui por un abrazo. Pero probablemente està contando historias divertidas en algun rincon ahì y està tranquila porque sabe que puedo con todo lo que pasa, solita. Ciao Abuela.

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